Monday, June 16, 2014 8:28:00 AM
Il decreto legge 20 marzo 2014, n.34 prevedeva, nel testo originario,  la possibilità di prorogare per 8 volte il contrat esse prescindono dal numero dei rinnovi. Poichè restano salvi gli effetti prodotti dal decreto-legge 34 nel periodo di vigenza, ci si trova davanti a tre diversi regimi delle proroghe a seconda che il contratto sia stato stipulato:
· fino al 20 marzo 2014. A questi contratti continua ad applicarsi la disciplina previgente, pertanto è consentita una sola proroga ed è necessario, se si intende continuare nel rapporto di lavoro, andare alla naturale scadenza e, dopo il previsto intervallo, procedere con il rinnovo purché, ovviamente, non siano stati raggiunti i 36 mesi di durata complessiva;
· nel periodo 21 marzo - 19 maggio 2014. E’, questo il periodo di vigenza del D.L. 34/2014 nel testo originario, pertanto i contratti stipulati in questo periodo potranno essere prorogati per un massimo di 8 volte;
· a partire dal 20 maggio 2014
opera la disciplina introdotta dalla legge n.78/2014 di conversione del decreto legge n. 34, pertanto le proroghe non possono essere più di 5. Secondo la Fondazione Studi “il tetto delle 5 proroghe non si riferisce ad ogni singolo contratto a termine stipulato tra le parti ma all’intero periodo di tempo (36 mesi) indicato dalla norma. In altre parole, se le parti utilizzano le 5 proroghe nel primo contratto a termine (ad esempio, di durata annuale comprese le proroghe), saranno libere di stipulare altri contratti a termine sino al tetto dei 36 mesi (art. 5, co. 4-bis) ma non potranno più utilizzare l’istituto della proroga”. Così si esprime la Fondazione Studi del CNO dei Consulenti del lavoro nella circolare n.13/2014.
Il copyright degli articoli è libero. Chiunque può riprodurli, purché non a scopo di lucro e sempre che metta in evidenza che il testo riprodotto è tratto da www.gheido.it