Sunday, August 31, 2014 10:08:00 AM

E' pubblicata sul S.O. n.70 alla Gazzetta Ufficiale n.190 del 18 agosto 2014.la legge 11 agosto 2014, n.114, di conversione  del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari”.

Il provvedimento  detta    misure in materia di efficienza della pubblica amministrazione, sostegno dell’occupazione, semplificazione, incentivazione della trasparenza e correttezza delle procedure nei lavori pubblici, snellimento del processo amministrativo e attuazione del processo civile telematico. In particolare, il capo II   contiene disposizioni relative alle società partecipate  dalle amministrazioni pubbliche che, in questi tempi  sono all’attenzione sia del Legislatore che dell’Esecutivo. E’ recente, infatti,  la notizia che il Commissario per la revisione della spesa pubblica ha presentato alla Commissione parlamentare bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale il suo progetto per  la  “razionalizzazione delle partecipate locali, con l’obiettivo di ridurle da 8.000 a 1.000 in tre anni e con  “a regime un risparmio di 2-3 miliardi”.

 

Un primo  intervento (art.6) sancisce il divieto per le   pubbliche amministrazioni di conferire a “soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza” “incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo delle amministrazioni” medesime e “degli enti e società da esse controllati”.  La disposizione va a modificare l’articolo 5, comma 9, D.L. 95/2012 , convertito con modifiche dalla legge 135/2012, ed interessa le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e le amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT, incluse le Autorità indipendenti.

La disposizione modificata  prevedeva il divieto, per le amministrazioni pubbliche,  di attribuire incarichi di studio e di consulenza a soggetti collocati in quiescenza, già appartenenti ai ruoli della medesima amministrazione, che i avessero svolto nel corso dell'ultimo anno di servizio, funzioni e attività corrispondenti a quelle oggetto dell'incarico di studio e di consulenza. il divieto  di conferimento di incarichi di studio e di consulenza a titolo oneroso  viene ora esteso a qualsiasi persona in quiescenza. Secondo la circolare n.04183 diramata il 7 agosto 2014 da FederUtility/FederAmbiente, la disposizione  non prevede il divieto assoluto di conferire incarichi o di nominare soggetti in quiescenza nei C.d.A. delle società controllate, ma “pone detto divieto solamente in relazione agli incarichi conferiti od alle nomine effettuate dalla pubblica amministrazione controllante”.

Gli incarichi a titolo gratuito sono, invece,  consentiti ma solo  per una durata non superiore ad un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna  amministrazione, il che fa ritenere possibile un ulteriore incarico a titolo gratuito presso altra amministrazione.

Il decreto-legge in esame estende la previsione altresì agli incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo delle amministrazioni pubbliche.

E', questo degli incarichi dirigenziali, altro profilo su cui il decreto-legge novella il decreto-legge n. 95 del 2012.

Il divieto di conferimento a titolo oneroso si estende agli incarichi dirigenziali o direttivi e alle  cariche in organi di governo delle amministrazioni pubbliche e degli enti e società da essi controllati, esclusi i componenti delle giunte degli enti territoriali.

Sono del pari esclusi i componenti o titolari degli organi elettivi degli enti di cui all'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge n. 101 del 2013 ossia gli ordini, i collegi professionali, i relativi organismi nazionali e gli enti aventi natura associativa.

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