Friday, July 01, 2011 4:09:00 PM

L’Agenzia delle Entrate non rientra fra gli organi deputati,  dall’articolo 3 del decreto legge n.12/2002 come modificato dall’articolo 4 della legge n.183/2010, ad irrogare la maxi sanzione per l’impiego di  dipendenti “in nero”. Le strutture territoriali   continueranno, pertanto, a segnalare tempestivamente alle competenti Direzioni Provinciali del lavoro l’impiego irregolare dei lavoratori, nello specifico quelli impiegati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da  parte del datore. Con la nota prot.n.9117 del 6 giugno 2011 la Direzione generale per l’Attività ispettiva del Ministero del Lavoro prende atto delle disposizioni impartite, dall’Agenzia delle Entrate alle proprie strutture, con nota del 28 aprile 2011 ed invita le Direzioni territoriali a concordare con l’Agenzia stessa l’operatività della trasmissione degli esiti ispettivi che devono essere, oltre che tempestivi, anche completi delle informazioni necessarie per l’applicazione della sanzione.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il nuovo dettato normativo introdotto dalla legge n.183/2010 (collegato lavoro) una prima lettura del nuovo dettato normativo porterebbe a  ritenere che anche le strutture dell'Agenzia dovrebbero procedere alla contestazione/notificazione della maxisanzione ai sensi dell'articolo 14 della legge n. 689 del 1981 e, in merito alle contestazioni direttamente effettuate, ricevere e verificare la documentazione attestante il pagamento delle somme irrogate a titolo  di maxisanzione. Purtuttavia, tutta l’impostazione del collegato lavoro fa ritenere che le suddette disposizioni siano  rivolte  esclusivamente a coloro che svolgono funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro: presupposto per la sanzione è, infatti, la mancata preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, comunicazione che non viene presentata all'Agenzia e della quale la stessa non ha modo di avere conoscenza se non dal datore di lavoro in sede di accesso.  Inoltre, il comma 4 del citato articolo 3, come innovato dal collegato lavoro,  esclude l'applicazione della maxisanzione  in presenza di un precedente  assolvimento di adempimenti di carattere contributivo che evidenzi comunque la volontà di non occultare il rapporto. Ritiene l’Agenzia delle Entrate che tale verifica non possa limitarsi all'esame di quanto fornito dal datore, ma richieda  riscontri e approfondimenti specifici propri degli organi del Ministero del lavoro e degli enti previdenziali, anche su procedure informatiche dedicate che non sono nella disponibilità dell'Agenzia in quanto estranee ai compiti istituzionali propria della stessa. A ciò si aggiunge che il personale ispettivo che accerta la mancata regolarizzazione di lavoratori deve  provvedere a diffidare il trasgressore e l'eventuale obbligato in solido alla regolarizzazione della violazione. In questo modo, nel caso di ottemperanza alla diffida, il datore di lavoro è ammesso al pagamento della maxisanzione nella misura minima edittale per l'importo stabilito in misura variabile e nella misura di un quarto della maggiorazione giornaliera prevista in misura fissa. Compiti, questi, che sono propri dell’ambito del lavoro. Osserva, infine, il procedimento di irrogazione della maxisanzione sul sommerso non può essere   esteso al personale dell'Agenzia delle entrate, neppure nell'ambito delle previsioni di cui ai commi 6 e 7 dell'articolo 13 del D.Lgs. n. 124 del 2004. Le modifiche all'articolo 3 del D.L. n. 12 del 2002 sono pertanto  indirizzate  al personale ispettivo con diretta capacità sanzionatoria, figura coincidente con gli ispettori del lavoro e, più in generale, con gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria organi  non presenti nell'Agenzia, nella quale competente alla irrogazione della sanzione è la struttura (ufficio) e non il funzionario che ha effettuato il controllo.

Rimane, invece, nella competenza dell’Agenzia delle Entrate la maxi sanzione comminata per le violazioni commesse fino all'11 agosto 2006, poiché  non è più riferita al momento della constatazione della violazione da parte degli organi di vigilanza, bensì al momento  della commissione dell'illecito. L'articolo 4 della legge n. 183 del 2010 ha, infatti, modificato anche il comma 7-bis  dell'articolo 36-bis del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, sostituendo la parola "constatate" con la parola "commesse". Entro il 31 dicembre 2011 le sedi territoriali dell’Agenzia dovranno, pertanto, provvedere ad irrogare le sanzioni relative alle violazioni commesse dall’inizio di  gennaio 2006 fino all'11 agosto 2006 , risultanti da fascicoli già presenti in ufficio o che dovessero essere trasmessi, limitatamente a tale periodo ed in tempo utile affinché possa essere perfezionato il procedimento di irrogazione della sanzione, dalle strutture del Ministero del Lavoro.

Per fissare il termine per l'irrogazione della sanzione, per le violazioni commesse fino all'11 agosto 2006 l’Agenzia fa riferimento  all’articolo  20 del D.Lgs. n. 472 del 1997, in base al quale l'atto di irrogazione della sanzione deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione.

 

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