Tuesday, May 13, 2014 11:20:00 AM

Pur senza disciplinarlo, il testo del decreto legge n.34/2014, così  come modificato  dalla Commissione lavoro del Senato, anticipa  la volontà di sperimentare il contratto di lavoro a tempo indeterminato a protezione crescente.  Le modifiche al decreto legislativo n.368 del 2001 in materia di contratto a termine trovano, infatti,  motivazione con l’inserimento , al comma 1 dell’articolo 1, della seguente premessa    “la perdurante crisi occupazionale e l’incertezza  dell’attuale quadro economico nel quale le imprese devono operare, nelle more dell’adozione di un testo unico semplificato della disciplina  dei rapporti di lavoro con la previsione in via sperimentale del contratto a tempo indeterminato a protezione crescente e salva  l’attuale articolazione delle tipologie di contratti di lavoro, vista la  direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999”.

In attesa della definitiva approvazione del provvedimento da parte della Camera dei Deputati che, in terza lettura è stata chiamata a votare la fiducia,  appare utile riassumere le principali modifiche introdotte al testo originario del decreto:

                                                             Contratto a termine

 

limiti numerici

Il  numero complessivo di contratti a tempo determinato stipulati da  ciascun datore di lavoro non può eccedere il limite del 20 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1°  gennaio dell’anno di assunzione. Per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato;.

 

Regime sanzionatorio

In caso di violazione del limite percentuale , per ciascun lavoratore si applica la sanzione amministrativa:

a) pari al 20 per cento della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale non sia superiore a uno;

b) pari al 50 per cento della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto

di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale sia superiore a uno.

 

Contratti in corso

La sanzione non si applica per i  rapporti di lavoro instaurati precedentemente alla data di entrata in  vigore del presente decreto, che comportino il superamento del limite percentuale.

 

Esoneri

Il limite percentuale non si applica ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati tra istituti pubblici di ricerca ovvero enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere in via esclusiva attività di ricerca scientifica o tecnologica, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e  direzione della stessa.

 

I contratti di lavoro a tempo determinato che  abbiano ad oggetto in via esclusiva lo svolgimento di attività di ricerca scientifica possono avere durata pari a quella del progetto di ricerca al quale si riferiscono.

Proroghe

Le proroghe sono ammesse, fino ad un massimo di cinque volte, nell’arco dei complessivi trentasei mesi, indipendentemente dal numero dei rinnovi,

 

Durata massima

ai fini del  computo del periodo massimo di durata del contratto a tempo determinato, pari a trentasei mesi, si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni equivalenti, svolti fra i medesimi soggetti, ai sensi  dell’articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, inerente alla somministrazione di lavoro a tempo determinato.

 

Diritto di precedenza

per il diritto di precedenza, per le lavoratrici il

congedo di maternità di cui all’articolo 16, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, intervenuto nell’esecuzione di un contratto a termine presso la stessa azienda, concorre a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza di cui al primo periodo. Alle medesime lavoratrici è altresì riconosciuto il diritto di precedenza anche nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro  i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine.

 

Il diritto di precedenza  deve essere espressamente richiamato  nel contratto di lavoro.

 

Regime transitorio

(art.2-bis)

Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 si applicano ai rapporti

di lavoro costituiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del

presente decreto. Sono fatti salvi gli effetti già prodotti dalle disposizioni  introdotte dal  decreto-legge n.66/2014.

 

In sede di prima applicazione del limite percentuale, conservano efficacia, ove diversi, i limiti percentuali già stabiliti dai vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro.

 

Il datore di lavoro che alla data di entrata in vigore del DL 66 abbia in corso rapporti di lavoro a termine che comportino il superamento del nuovo  limite percentuale, è tenuto a rientrare nel predetto limite entro il 31 dicembre 2014, salvo che un contratto collettivo applicabile nell’azienda disponga  un limite percentuale o un termine più favorevole. In caso contrario, il datore di lavoro, successivamente a tale data, non può

stipulare nuovi contratti di lavoro a tempo determinato fino a quando non rientri nel limite percentuale di cui  sopra.

al citato articolo 1, comma

 

  

                                                Contratto di apprendistato (art.2)

Piano formativo

 

Il contratto di apprendistato contiene, in forma sintetica, il piano formativo individuale definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali.

 

Obbligo di stabilizzazione

Ferma restando la possibilità per i contratti collettivi nazionali di

lavoro, stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale, di individuare limiti diversi da quelli previsti dal  DL 66/2014, esclusivamente per i datori di lavoro che occupano almeno cinquanta dipendenti l’assunzione di nuovi apprendisti è  subordinata alla prosecuzione, a tempo indeterminato, del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20 per cento degli  apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro.

 

Retribuzione delle ore di formazione

Fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva, in considerazione della componente formativa del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, al lavoratore è riconosciuta una retribuzione che tenga conto delle ore di lavoro effettivamente  prestate nonché delle ore di formazione almeno nella misura del 35per cento del relativo monte ore complessivo.

 

Apprendistato stagionale

Per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che abbiano definito un sistema di alternanza scuola-lavoro,

i contratti collettivi di lavoro stipulati da associazioni di datori e

prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere specifiche modalità di utilizzo del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, per lo

svolgimento di attività stagionali.

 

Obbligo formativo

La Regione provvede a comunicare al datore di lavoro, entro

quarantacinque giorni dalla comunicazione dell’instaurazione del

rapporto, le modalità di svolgimento dell’offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attività previste, avvalendosi anche dei datori di lavoro e delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili, ai sensi delle linee guida adottate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 20 febbraio 2014.

 

La comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro si intende effettuata dal datore di lavoro ai sensi dell’articolo 9-bis del decreto legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni .

 

Deroghe ai limiti anagrafici

ai fini del programma sperimentale di cui al DL  12 settembre 2013, n. 104, contratti di apprendistato  possono essere

stipulati anche in deroga ai limiti di età stabiliti dall’articolo 5 del

testo unico di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, con particolare riguardo agli studenti degli istituti professionali, ai fini della loro formazione e valorizzazione professionale, nonché del loro inserimento nel mondo del lavoro .

 

                                                           Contratti di solidarietà (art.5)

Agevolazioni contributive

Ai datori di lavoro che instaurano contratti di solidarietà in ambito CIGS, con una riduzione minima di orario del 20 per cento, è riconosciuto uno sgravio contributivo del 35 per cento.

 

Deposito del contratto

Al fine di favorire la diffusione delle buone pratiche e il

monitoraggio costante delle risorse impiegate, i contratti di solidarietà  sottoscritti ai sensi della normativa vigente sono depositati presso l’archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro, di cui all’articolo 17 della legge 30 dicembre 1986, n. 936.

 

Il copyright degli articoli è libero. Chiunque può riprodurli, purché non a scopo di lucro e sempre che metta in evidenza che il testo riprodotto è tratto da www.gheido.it