Tuesday, April 22, 2014 11:43:00 AM

Se il testo del decreto legge, che riduce per l’anno 2014 il cuneo fiscale, sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entro la fine del mese di aprile, il credito di imposta potrà essere  erogato direttamente dai sostituti di imposta a partire dalla retribuzione del mese di maggio. Presupposto per il diritto a ricevere l’importo previsto dall’articolo 1 della bozza di decreto attualmente in circolazione è che vi sia un importo d’imposta residuo dopo aver fruito della detrazione per lavoro dipendente di cui all’articolo 13 del Tuir (euro 1.880 se il reddito complessivo non supera gli 8.000 euro). Il credito spetta, invece, se l’imposta è azzerata da ulteriori detrazioni, quali quelle per carichi di famiglia.

Il credito, che non concorre alla formazione del reddito ed è, quindi, aggiunto al c.d.”netto in busta” è stabilito in misura percentuale (4%) sui redditi complessivi fino a 16.000 euro e in misura fissa (euro 640) sui redditi complessivi compresi fra 16.000 e 25.000 euro. Oltre tale importo e fino a 28.000 euro il credito è riconosciuto in misura decrescente, data dalla formula  [ 28000-RC/3000]:

 4 per cento del reddito complessivo, se quest’ultimo non è superiore a 16.000 euro;

640 euro, se il reddito complessivo è superiore a 16.000 euro ma non a 25.000 euro;

640 euro, se il reddito complessivo è superiore a 25.000 euro ma non a 28.000 euro. Il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 3.000 euro.

 

Gli importi di cui sopra sono erogati dal sostituto di imposta, suddivisi nel numero di mensilità di erogazione (otto, se l’erogazione comincia dal prossimo mese di maggio. A tal fine il sostituto utilizza il monte ritenute disponibile nel mese di erogazione e se questo non fosse sufficiente il residuo importo sarà defalcato dai contributi dovuti per lo stesso mese.

Destinatari dell’intervento sono i percettori di redditi di cui ai seguenti   articoli del Tuir:

 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), ossia dei percettori di trattamenti pensionistici;

 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h), e l);

quando l’importo dell’imposta  sia superiore a quello della detrazione spettante ai sensi del comma 1 dell’articolo 13 dello stesso Tuir. Il riferimento esclusivo al sostituto d’imposta quale soggetto erogatore esclude, di fatto, i percettori di reddito derivante da rapporti di lavoro domestico.

Qual base di riferimento per il diritto e la misura del credito, il sostituto di imposta deve fare riferimento alle retribuzioni imponibili presunto relative all’anno 2014, fermo restando che a fine anno o anticipatamente in caso di cessazione del rapporto  di lavoro, dovrà operare  il conguaglio e  indicare l’importo del credito riconosciuto nella certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati (CUD).

Problemi si pongono, innanzi tutto per i rapporti iniziati in corso d’anno, per i quali il nuovo sostituto dovrebbe essere posto in condizione di conoscere le eventuali retribuzioni già percepite. Parimenti, in caso di cessazione anticipata del rapporto di lavoro, l’attribuzione per intero del residuo credito  potrebbe portare il lavoratore a restituire, in dichiarazione,  quanto  percepito in eccedenza.  Anche l’eventuale contestualità di più rapporti di lavoro dovrà essere tenuta presente, sia per evitare doppie attribuzioni del credito, sia per poterne determinare correttamente la spettanza e la misura.

Il riconoscimento automatico del credito da parte del sostituto di imposta necessita,  all’atto pratico,  di un canale informativo che sarebbe utile fosse espressamente previsto dalla disposizione normativa, onde evitare inutili contenziosi.

Il copyright degli articoli è libero. Chiunque può riprodurli, purché non a scopo di lucro e sempre che metta in evidenza che il testo riprodotto è tratto da www.gheido.it