Friday, April 18, 2014 6:00:00 PM

 

In premessa al D.L.34/2014 si legge che il  D.lgs.n.368/2001 è stato  modificato  “In considerazione della perdurante crisi occupazionale e nelle more dell’adozione di provvedimenti volti al riordino delle forme contrattuali di lavoro, al fine di rafforzare le opportunità di ingresso nel mercato del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione e fermo restando che il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro”.

Viene precisato (art.2-bis), che le modifiche in materia di contratto a termine e di apprendistato si applicano ai rapporti  di lavoro costituiti successivamente alla data di entrata in vigore del  decreto n.34 (art.2-bis).

Dopo  gli emendamenti approvati in commissione l’articolo 1 del D.L.20 marzo 2014 n.34  - prevede che:

-il contratto a termine di durata massima complessiva di 36 mesi  non necessita di causali;

-il contratto originario può essere prorogato massimo 5 volte, indipendentemente dal numero dei rinnovi;

-il numero complessivo dei contratti a termine non può eccedere il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione;

-i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti possono sempre  stipulare  1 contratto a termine;

-i lavoratori assunti a termine in violazione del limite percentuale  sono considerati lavoratori

subordinati con contratto a tempo indeterminato  dall’assunzione; la previsione non si applica per i rapporti di lavoro instaurati precedentemente alla data di entrata in vigore del  decreto, che comportino il superamento del limite percentuale;

-il datore di lavoro al quale non si applicano i limiti percentuali già stabiliti dai vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro ( che in sede di prima applicazione mantengono efficacia) e che, alla data di entrata in vigore del decreto, abbia in corso rapporti di lavoro a termine che comportino il superamento del limite percentuale del 20% , è tenuto a rientrare nel predetto limite entro il 31 dicembre  2014. In caso contrario, il datore di lavoro, successivamente a tale data, non può stipulare nuovi contratti di lavoro a tempo determinato fino a quando non rientri nel predetto  limite percentuale.

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