Thursday, August 07, 2014 5:37:00 PM

Due recenti, coraggiose sentenze, hanno mandato assolto il datore di lavoro che non aveva versato le trattenute previdenziali per importi inferiori a 10.000 euro, in quanto la fattispecie non costituisce  più reato.

Il Tribunale di Asti, sezione penale, con sentenza  20-26 giugno 2014 ed il Tribunale di Bari con sentenza n.1465 del 16 giugno 2014 hanno considerato che dal  17 maggio 2014, con l’entrata  in vigore della legge n.67/2014 il reato di mancato versamento delle trattenute previdenziali, di cui all'articolo 2, comma 1-bis, del  DLn.463/1983,   è trasformato  in illecito amministrativo. L’articolo 2 della citata legge delega, infatti il Governo a depenalizzare  il suddetto reato  ,  quando   l'omesso versamento non ecceda   il limite complessivo di 10.000 euro annui,   preservando comunque il principio per cui il datore di lavoro non risponde nemmeno a titolo di illecito amministrativo, se provvede al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione. Il Governo ha 18 mesi di tempo per emanare il decreto legislativo di attuazione, nel rispetto dei principi e dei criteri indicati dalla legge delega.

Osserva il Giudice di merito che ben si potrebbe sospendere il giudizio in corso ed attendere l’emanazione del decreto delegato. Purtuttavia,  la prospettiva dei tempi assai lunghi per l’azione di Governo e la possibilità che il provvedimento venga emanato in ritardo o addirittura non venga assunto, sconsigliano questa scelta. Occorre allora prendere in considerazione la volontà “chiara ed inequivocabile”  del Legislatore di depenalizzare questa fattispecie, sia pure in carenza dell’atto dell Esecutivo per il perfezionamento della direttiva. In ciò  soccorre l’articolo 2 del Codice Penale , per cui si applica al reo la legge a lui più favorevole, fra quella in atto al momento del compimento del reato e quella successiva.

Secondo il Tribunale di Asti, il contenuto di delega della legge n.67/2014, se certamente non ha provveduto ad una formale depenalizzazione dell’art. 2 d.l. 463/1983,  “possiede tuttavia, con certezza, l’attitudine ad orientarne l’interpretazione e, più in particolare, a completare il contenuto precettivo di quanto affermato dal Giudice delle Leggi” .”In questi termini, se il Giudice di merito è legittimato ad effettuare una valutazione in termini di offensività delle condotte asseritamente costitutive del reato in parola, costituisce dato altrettanto oggettivo il fatto che il Parlamento, ossia l’organo costituzionale espressione della volontà popolare e titolare del potere legislativo, ha stabilito, in termini espliciti, che omessi versamenti inferiori a € 10.000,00 per ogni periodo di imposta non devono e non possono considerarsi offensivi di interessi penalisticamente tutelati”.

Il copyright degli articoli è libero. Chiunque può riprodurli, purché non a scopo di lucro e sempre che metta in evidenza che il testo riprodotto è tratto da www.gheido.it